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La traduzione letterale di “Data driven” dice molto, quasi tutto, sul significato dell’espressione, sempre più utilizzata in campo economico con riferimento a specifiche realtà aziendali. “Guidato dai dati” è un approccio di imprese che vedono i dati al centro dei processi, che sono in grado di assumere decisioni basate su dati oggettivi e non su sensazioni personali non supportate da una elaborazione di informazioni complete e dettagliate.

Il significato di Data driven: l’approccio “guidato dai dati”

Avere un approccio “data driven” significa, nella sostanza, sfruttare il grande valore dei dati e utilizzarli in maniera efficace in numerosi contesti della vita aziendale (dal marketing alle vendite, dalla gestione di costi alla contabilità analitica per centri di costo) e soprattutto nei vari processi decisionali. Non si tratta solo di un aspetto tecnico, ma di un fattore strategico del business applicabile nelle realtà più diverse: può interessare sia attività più tecnologiche o innovative, ad esempio le aziende del digital marketing sia attività tradizionali del settore manifatturiero.

Un approccio “data driven” è tale se l’azienda sfrutta i dati in ogni ambito. Una data driven company si affida al supporto dei Big Data non solo nella gestione di acquisti o di singoli processi ma anche per le strategie di medio o lungo periodo e per le scelte di business.

Azienda data driven: le strategia guidata dai dati

L’azienda data driven dunque non si fa guidare dalle opinioni dei singoli manager. Per trasformarsi in data driven company bisogna avere la consapevolezza di determinare scelte strategiche solo basandosi su ciò che viene indicato dai dati e di accantonare qualsiasi possibilità di gestione manageriale personalistica.

Un esempio efficace e frequente di quanto avviene con l’approccio guidato dai dati è rappresentato dal data driven marketing: gli addetti di questo ambito, che si è molto sviluppato con l’avvento del digitale, analizzano informazioni raccolte basate esclusivamente sui dati degli utenti, che costituiscono la base per determinare strategie di marketing particolarmente mirate e quindi efficaci. In questo modo i marketers si trovano di fronte solo a dati che riguardano una platea di riferimento realmente interessata a prodotti o servizi offerti dall’azienda, escludendo le persone che hanno altre esigenze o preferenze. Sono molto utilizzati tool analitici che monitorano e producono dati sul comportamento degli utenti sul web, a partire dalla loro navigazione su siti o dall’attività sui social network. I dati ovviamente devono essere raccolti nel pieno rispetto delle normative vigenti sul trattamento dei dati personali e privacy, e in particolare del Regolamento generale sulla protezione dei dati, noto come GDPR, regolamento comunitario entrato in vigore nel 2016 ed operativo dal maggio 2018.

Come si elabora una strategia data driven

Elaborare una strategia data driven non è mai semplice, perché occorre individuare i processi e i comportamenti giusti da osservare e monitorare e la metodologia migliore, con informazioni e dati, per quantificarli e valutarli analiticamente. Una volta raccolti i dati, poi, è necessario proteggerli e analizzarli in maniera adeguata per supportare le grandi scelte aziendali. In questo contesto possono giocare un ruolo fondamentale innanzitutto il Data Warehouse, la raccolta di dati integrata a supporto dei processi decisionali, l’Intelligenza Artificiale e l’apprendimento automatico ad essa connesso, il cosiddetto Machine Learning, l’Internet of Things, e l’Advanced Analytics, il sistema che consente di estrarre da una mole enorme di dati proprio quelli che occorrono al processo di decisione.

Un fattore importante è rappresentato dalla sicurezza, la Data Protection dev’essere considerata una priorità. Le imprese hanno bisogno di dotarsi di infrastrutture che siano affidabili e sicure, oltre che potenti, per gestire la grande quantità di dati.

La raccolta e la misurazione delle informazioni devono tener conto anche del contesto macroeconomico in cui l’azienda data driven si trova ad operare, del benchmarking con i concorrenti o processi di altre organizzazioni, del modello di business aziendale. I dati devono essere parte integrante di una strategia competitiva.

La strategia data driven dunque dev’essere adeguata a rispondere ai nuovi contesti del mercato o alle diverse richieste dei consumatori. L’ambiente dell’azienda “guidata dai dati” dev’essere configurato in maniera flessibile, per poter crescere in linea con le esigenze dell’azienda stessa. Se lo scenario del business si amplia, si estende anche l’ambiente dei dati. Servono infine competenze specifiche per la gestione dei dati e una mentalità aziendale rinnovata a tutti i livelli aziendali.

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